

159. Il fondamentalismo islamico.

Da: S. Qutb, Pietre miliari, in AA. VERSI Dibattito sulla
applicazione della Shar'a. Dossier mondo islamico 1, Fondazione
G. Agnelli, Torino, 1995.

A partire dagli anni Cinquanta nel mondo arabo si diffuse il
panarabismo, un movimento politico-culturale gi manifestatosi nel
corso dell'Ottocento in risposta al colonialismo europeo ed alla
dominazione ottomana. Esso ebbe il suo massimo fautore nel leader
egiziano Gamal Abdel Nasser, il quale intendeva promuovere la
rinascita del mondo arabo, valorizzando le sue origini culturali e
superando le divisioni politiche attraverso la costituzione di un
grande stato arabo unitario. Contemporaneamente si svilupp anche
il panislamismo, anch'esso sorto gi alla fine dell'Ottocento per
rivendicare l'unit dei popoli musulmani, fondata sulla fede
comune, e sottrarli all'influenza del mondo occidentale. Il
fallimento del progetto panarabo favor la diffusione del
panislamismo ed una sua radicalizzazione in chiave
fondamentalista, favorevole ad una societ e ad uno stato
modellati sul rispetto integrale dei fondamenti della legge
islamica. Regimi fondamentalisti vennero instaurati nel 1969 in
Libia da Muammar Gheddafi e nel 1980 in Iran da Ruhollh Khomein.
In tutto il mondo musulmano, dal Pakistan all'Asia centrale ex
sovietica, alla Turchia, all'Africa settentrionale, sono diffusi
movimenti fondamentalisti; tra i pi noti sono: i fratelli
musulmani, gruppo fondato in Egitto e responsabile di numerosi
attentati in tutto il Medio Oriente, fra cui l'assassinio del
presidente egiziano Sadat nel 1981; i wahhabiti, movimento
fondato in Arabia  da Muhammad ibn Abd al-Wahhab; la societ
islamica che opera in Pakistan. L'estremismo fondamentalista,
che, in nome del rispetto della legge islamica, ricorre spesso
alla violenza, costituisce oggi uno dei pi gravi problemi del
mondo arabo. Riportiamo qui un passo tratto da uno dei testi
principali del fondamentalismo, Ma'lim f l-tarq (Pietre
miliari) di Sayid Qutb, guida intellettuale dei fratelli
musulmani, che nel 1966 in Egitto, dopo dodici anni di carcere,
venne condannato all'impiccagione. La centralit della religione
risulta evidente: come Dio  unico, cos il creato, la terra e
l'uomo, sono tanto pi perfetti quanto pi si avvicinano
all'unit; per questo ci deve essere stretto collegamento tra
livello materiale e livello spirituale, tra la dimensione
religiosa, quella sociale e quella politica dell'uomo, ossia tra
religione, societ e stato. Di conseguenza la shar'a
(letteralmente via diritta), ossia le leggi canoniche che si
fondano sul Corano (il libro sacro dell'Islam, nel quale sono
raccolte le rivelazioni che Maometto disse di aver ricevute da
Allah) e sulla Sunna (raccolta di norme ricavate dal comportamento
di Maometto), non riguarda solamente i rapporti con la divinit,
ma i comportamenti individuali ed i rapporti politici e sociali.


1. LA CONCEZIONE ISLAMICA DEL COSMO.
Quando l'Islam stabilisce il proprio edificio dottrinale nella
coscienza dell'uomo e nelle realt del mondo basandosi sulla
perfetta adorazione di Dio, e lui solo, e fa s che questa
adorazione si esprima nella fede, cos come nel culto e nella
Legge, esso considera che questa adorazione perfetta di Dio,
l'Unico - cos espressa - dia un reale significato alla
attestazione non c' altro dio all'infuori di Dio. Allo stesso
modo, ricevere dall'inviato di Dio - su di lui salvezza e pace - e
da lui solo, le condizioni di questa adorazione, equivale a dare
un effettivo significato all'attestazione che Maometto  l'inviato
di Dio.
Quando l'Islam stabilisce tutto il suo edificio su queste
fondamenta, di modo che l'attestazione Non c' altro dio
all'infuori di Dio e Maometto  l'inviato di Dio costituisca la
regola di vita nell'Islam e di modo che ne definisca i contorni e
ne fissi le particolarit [...], non fa altro che ritornare a un
principio pi universale che comanda l'intera esistenza e non solo
l'esistenza umana; ritrova una regola di vita per l'esistenza
intera e non solo per la vita umana. La concezione islamica riposa
sul fondamento che tutta questa esistenza  creata da Dio. La
volont di Dio ha voluto che fosse, ed essa fu. Dio le ha dato
Norme che regolano il suo movimento; Norme che armonizzano fra di
loro i movimenti dei suoi elementi e allo stesso tempo coordinano
il suo movimento universale. E il nostro parlare a una cosa
quando Noi la vogliamo,  dirle: S! Ed essa  (Corano, 16, 40).
E cre tutte le cose e ne ha fissato il destino (Corano, 25, 2).
Dietro questa esistenza cosmica vi  una volont che concepisce,
un Decreto che la fa muovere, un Ordine che la armonizza.
Tale ordine mette in armonia fra loro tutti gli elementi di questa
esistenza: ne regola tutti i movimenti. Cos essi non si urtano,
non sono in disordine, non sono in contrasto, non interrompono il
proprio movimento regolare e continuo - verso ci che Dio vuole.
Allo stesso modo, questa esistenza  sottoposta, consegnata alla
volont che la concepisce, al Decreto che la fa muovere,
all'Ordine che la armonizza.
Cosicch non gli capita in alcun momento di rivoltarsi a questa
volont o di fare un voltafaccia nei confronti di questo decreto o
di contravvenire a tale Ordine. Ed  per questo che essa 
interamente buona; non la colpiscono n distruzione n corruzione,
a meno che lo voglia Dio.


2. L'UOMO FA PARTE DEL COSMO.
L'uomo fa parte di questa esistenza cosmica. Le Norme che reggono
la sua natura originaria non sono isolate da questo Ordine che
governa l'esistenza intera. [...] Dio l'ha creato, come ha creato
questa esistenza; nella sua costituzione fisica, egli  stato
tratto dall'argilla di questa terra. Le caratteristiche
supplementari, di cui Dio l'ha provvisto in rapporto all'argilla,
ne fanno un uomo. Dio gliele ha date con il suo Decreto ben
stabilito. Nel suo essere corporeo, l'uomo  sottoposto all'Ordine
naturale che Dio ha stabilito, che egli voglia o no: Dio d
all'uomo la sua esistenza e il suo carattere a partire dalla
propria volont divina e non dal suo volere [dell'uomo] o da
quello di suo padre o di sua madre. [...].
E' Dio - sia lodato - che ha stabilito per l'uomo una Legge
affinch egli regoli la sua vita cosciente in armonia con la sua
vita naturale. Su questa base, la Legge non  che un settore
dell'Ordine divino universale che regge la natura originaria
dell'uomo e quella dell'esistenza universale, armonizzandole in un
unico insieme.
Non vi  una parola di Dio, n un ordine o una proibizione, n una
promessa o una minaccia, n legislazione o direttiva, che non sia
una parte dell'Ordine universale e che nella sua stessa essenza
non sia a esso conforme, come lo sono le Norme che noi chiamiamo
norme naturali - cio le Norme divine e cosmiche - che noi
vediamo realizzarsi a ogni istante, in virt della verit eterna
che Dio vi ha messo, di queste Norme che si realizzano tramite il
Decreto di Dio.

3. LA SHARI'A FA PARTE DELLA LEGGE COSMICA.
La Legge che Dio ha istituito per organizzare la vita del genere
umano , di conseguenza, una Legge cosmica, nel senso che questa
Legge  collegata all'Ordine dell'intero cosmo, a esso coerente.
Conformarsi a essa deriva dunque dalla necessit di realizzare la
coesione fra la vita dell'uomo e il movimento del cosmo
all'interno del quale egli vive. Anzi, questo deriva dalla
necessit di realizzare la coerenza fra le Norme che reggono la
natura originaria segreta degli uomini e quelle che governano la
loro vita visibile, cio la necessit di mettere d'accordo la loro
personalit nascosta e quella visibile.
Poich gli uomini non sono in grado di percepire la totalit delle
Leggi cosmiche, n di abbracciare i limiti dell'Ordine universale
- ivi compreso quello che regge la loro natura originaria e la
sottomette, che essi vogliano o meno - essi non sono neanche in
grado di stabilire per la vita del genere umano una struttura che
realizza l'armonia assoluta fra la vita degli esseri umani e il
movimento del cosmo, e nemmeno la coerenza tra la loro natura
originaria nascosta e la loro vita visibile. Ne  capace solo
colui che ha creato il cosmo e ha creato l'uomo, colui che
provvede a tutto ci che concerne l'uno e l'altro, conformemente
all'Ordine unico che egli ha scelto e di cui  soddisfatto.
Per questo diviene obbligatorio conformarsi alla Legge di Dio per
realizzare questa armonia. DIO E' IL SOLO LEGISLATORE.
Vi sono tutti i vantaggi per il genere umano a realizzare
l'armonia assoluta fra la vita dell'umanit e l'Ordine del cosmo.
Come pure, la vita vi trova protezione nei confronti della
depravazione...  unicamente in questa maniera che si vivr in
pace con se stessi. Quanto alla pace con il cosmo, essa risulta
dall'accordo fra l'azione dell'uomo e il movimento del cosmo; fra
le sue tendenze e gli orientamenti del cosmo. La pace con se
stessi deriva dalla corrispondenza fra l'agire dell'uomo e gli
impulsi della sua genuina natura originaria. Non vi sar allora
conflitto fra l'essere umano e la natura originaria perch la
Legge di Dio con tutta facilit mette in armonia l'attivit
visibile e la natura originaria nascosta. Da questa armonia ne
deriva un'altra: la corrispondenza fra gli uomini e la loro
attivit globale. Insieme, essi si impegnano allora secondo una
regola di condotta unificata, che  essa stessa una parte
dell'Ordine cosmico universale.
Cos, il bene dell'umanit si realizza tramite il fatto che essa 
ben guidata e si familiarizza facilmente con i misteri di questo
cosmo, le energie che vi sono nascoste, i tesori messi da parte
nelle sue pieghe, e il loro utilizzo secondo la Legge di Dio. Cos
si realizza il bene di tutta l'umanit, senza conflitti n
contrasti.

5. LEGGE DI DIO E PASSIONI UMANE.
L'opposto della Legge di Dio sono le passioni degli uomini. E se
la Verit dovesse seguire le loro passioni, si guasterebbero i
cieli e la terra e quel che contengono (Corano, 23, 71). Ne segue
che la visione islamica riunisce in una sola visione la verit
sulla quale si fonda questa religione e la verit sulla quale sono
stabiliti i cieli e la terra. E' su questa verit che prospera
tutto ci che concerne questa vita e l'altra. [...].
La natura originaria dell'uomo percepisce questa verit nel pi
profondo di se stessa. Le disposizioni naturali della sua
costituzione, quelle di tutto questo cosmo, si riferiscono a essa.
Esse rivelano alla sua natura originaria che questa esistenza 
stabilita sulla verit, che la Verit vi  radicata e che essa 
fondata sull'Ordine. Questa esistenza non tentenna, le sue strade
non se ne discostano; il suo ciclo non varia; non vi sono
contrasti fra i suoi elementi. Essa non segue la congiuntura
effimera, n il caso fuggitivo; e nemmeno la mutevole passione e
il desiderio irragionevole. [...] In seguito, vi  una rottura -
la prima cosa che accade - fra l'uomo e la sua natura originaria,
quando seguendo il proprio capriccio, egli si allontana dalla
verit nascosta nel pi profondo di se stesso. E ci che succede
quando assume come regola di vita una Legge ispirata dal proprio
capriccio e non la Legge di Dio; e quando non si abbandona a Dio
come fa questa esistenza cosmica sottomessa al suo Signore. Una
rottura simile si produce fra gli individui, le collettivit, le
nazioni e le generazioni; allo stesso modo, fra gli uomini e il
cosmo intorno a essi. Allora le sue energie e le sue riserve si
trasformavano in mezzi di sterminio e in causa di infelicit,
invece di essere mezzi di civilt e causa di felicit per gli
uomini. Cos, l'obiettivo visibile dello stabilire la Legge di Dio
sulla terra non  solamente agire in vista dell'altra vita.
Insieme, questa vita e l'altra sono due tappe complementari. E' la
Legge di Dio che coordina le due tappe della vita di quest'uomo.
Essa armonizza tutta la loro vita con l'Ordine divino universale.

6. CONCLUSIONE: LA SHARI'A, CHIAVE DELL'ARMONIA.
Questo  il fondamento della maniera araba di concepire
l'esistenza intera, e l'esistenza umana, all'ombra di questa
esistenza universale. E' una concezione che, per la sua natura,
differisce essenzialmente da tutte le altre concezioni che
l'umanit ha conosciuto. Ne derivano obblighi che non esistono in
alcun altro luogo, in nessun altro sistema n teoria.
In questa concezione, aderire alla Legge di Dio  richiesto perch
vi sia perfetta correlazione fra la vita del genere umano e quella
del cosmo; fra l'Ordine che governa la natura originaria degli
uomini e Colui che governa questo cosmo. Ne deriva l'obbligo di
far concordare questo Ordine universale con la Legge che regge la
vita degli uomini; ci che si realizza imponendo agli uomini di
non adorare che Dio solo; proprio come l'adorazione del cosmo non
va che a Dio solo, perch nessun uomo pu rivendicarla per se
stesso.
